Riunione comitato paritetico Siae/Associazioni di categoria

Comunicato stampa – Elezioni Nuovo Imaie
12 Aprile 2013
Online gli artt. 4, 5 e 6 del Codice Etico/di Condotta/Deontologico del DJ
20 Giugno 2013
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Cari associati,

vi scrivo per aggiornarvi in relazione all’incontro di martedì u.s. del Comitato Paritetico licenza DJ tra le associazioni di categoria e la Siae.

All’incontro ero presente io in qualità di presidente di A­DJ, e per AID su delega di Valentino D’Ovidio, c’era poi l’avv. Francesco Ruscio, dell’associazione ANPAD. In collegamento via Skype il dott. Di Gioia, rappresentante di AssoDj. Per Siae erano presenti il dott. Pressenda, la dott.ssa Blanchi, il dott. Jurgens, il dott. Argentieri e la sig.ra Leuter.

Il primo punto affrontato è stato quello della situazione delle licenze che stanno aumentando nel corso degli anni.

Altro argomento, è stato quello della ripartizione dei compensi raccolti. Per decisione della Commissione Musica della Siae, sono esclusi dalla ripartizione analitica i compensi relativi alle licenze per le quali il titolare non ha inserito alcuna copia­lavoro (cataloghi in bianco) nonché quelli relativi alle licenze per le quali il titolare abbia inserito comunque un numero inferiore o uguale a 200 copie­lavoro (essendo stato considerato che cataloghi con meno di 201 copie lavoro siano da ritenersi comunque incompleti e pertanto irregolari). Detti compensi sono stati destinati a ripartizione indiretta in proporzione al maturato degli aventi diritto le cui opere siano state oggetto di rilevazioni nelle discoteche nel periodo di vigenza delle Licenze.

Tale decisione di escludere da ripartizione analitica le licenze con meno di 200 brani è stata contestata dalla scrivente ma è stato opposto da Siae che sono gli autori a decidere come ripartire i loro compensi e, inoltre, raramente i DJ indicano con precisione gli autori, limitandosi ad indicare gli artisti interpreti delle copie lavoro utilizzate. Pertanto è stato affrontato il discorso di come rendere agevole al DJ l’indicazione dell’autore, stante la difficoltà nel reperire informazioni sull’autore dell’opera e non meramente l’artista interprete.

Si sono valutate varie opzioni, tra cui quella di creare una applicazione apposita. Tale sperimentazione è però soltanto in fase “gamma” e ci vorrà del tempo prima che vi siano delle effettive attività in tal senso. A­DJ ha proposto di creare un applicazione che possa scandagliare la cartella delle copie lavoro scelta dal DJ, caricare i file digitale sul database Siae e, tramite riconoscimento attraverso applicativi specifici (simili a Shazam, per intenderci), possa riconoscere automaticamente il brano e l’autore.

Altre difficoltà riscontrate da Siae nel campionamento dei brani che vengono registrati durante le serate, al fine della ripartizione proporzionale, sono quelle derivanti dall’uso dei “mash up”. Tali esecuzioni non vengono rilevate. A tal fine si è pensato di inserire, nei campi relativi al caricamento online delle copie lavoro,una voce che indichi che si tratta di un remix o di un mash up.

Successivamente si è discusso dell’opportunità di ridurre il numero di licenze da 3 a 2 aumentando il costo della licenza per le copie lavoro da 2001 brani a 4000, vista l’esiguità dei Dj che hanno fatto richiesta per la licenza per 4001 brani in su. Tale proposta verrà approfondita tra le associazioni in sede di rinnovo del contratto di licenza (entro il mese di ottobre di quest’anno).

Da parte di Siae vi è stata la proposta di approndire le nuove forme di intrattenimento, nella specie quella del DJ che non mixa con gli strumenti soliti del mestiere, cd, vinili o copie lavoro, ma quella effettuata atttraverso il mix di brani in streaming originanti da youtube o altre piattaforme di musica in streaming. Tale studio servirebbe per disciplinare all’interno della licenza DJ (o per crearne una apposita) per le nuove forme di esecuzione, prevedendo all’uopo anche accordi specifici con Google, Itunes, Spotify, etc.

 

La riunione si è chiusa alle ore 17.00, con l’impegno di inviare osservazioni sulle necessarie modifiche da apportare al contratto di licenza, ancora nella fase sperimentale.

Un caro saluto.

Deborah De AngelisCari associati,

vi scrivo per aggiornarvi in relazione all’incontro di martedì u.s. del Comitato Paritetico licenza DJ tra le associazioni di categoria e la Siae.

All’incontro ero presente io in qualità di presidente di A­DJ, e per AID su delega di Valentino D’Ovidio, c’era poi l’avv. Francesco Ruscio, dell’associazione ANPAD. In collegamento via Skype il dott. Di Gioia, rappresentante di AssoDj. Per Siae erano presenti il dott. Pressenda, la dott.ssa Blanchi, il dott. Jurgens, il dott. Argentieri e la sig.ra Leuter.

Il primo punto affrontato è stato quello della situazione delle licenze che stanno aumentando nel corso degli anni.

Altro argomento, è stato quello della ripartizione dei compensi raccolti. Per decisione della Commissione Musica della Siae, sono esclusi dalla ripartizione analitica i compensi relativi alle licenze per le quali il titolare non ha inserito alcuna copia­lavoro (cataloghi in bianco) nonché quelli relativi alle licenze per le quali il titolare abbia inserito comunque un numero inferiore o uguale a 200 copie­lavoro (essendo stato considerato che cataloghi con meno di 201 copie lavoro siano da ritenersi comunque incompleti e pertanto irregolari). Detti compensi sono stati destinati a ripartizione indiretta in proporzione al maturato degli aventi diritto le cui opere siano state oggetto di rilevazioni nelle discoteche nel periodo di vigenza delle Licenze.

Tale decisione di escludere da ripartizione analitica le licenze con meno di 200 brani è stata contestata dalla scrivente ma è stato opposto da Siae che sono gli autori a decidere come ripartire i loro compensi e, inoltre, raramente i DJ indicano con precisione gli autori, limitandosi ad indicare gli artisti interpreti delle copie lavoro utilizzate. Pertanto è stato affrontato il discorso di come rendere agevole al DJ l’indicazione dell’autore, stante la difficoltà nel reperire informazioni sull’autore dell’opera e non meramente l’artista interprete.

Si sono valutate varie opzioni, tra cui quella di creare una applicazione apposita. Tale sperimentazione è però soltanto in fase “gamma” e ci vorrà del tempo prima che vi siano delle effettive attività in tal senso. A­DJ ha proposto di creare un applicazione che possa scandagliare la cartella delle copie lavoro scelta dal DJ, caricare i file digitale sul database Siae e, tramite riconoscimento attraverso applicativi specifici (simili a Shazam, per intenderci), possa riconoscere automaticamente il brano e l’autore.

Altre difficoltà riscontrate da Siae nel campionamento dei brani che vengono registrati durante le serate, al fine della ripartizione proporzionale, sono quelle derivanti dall’uso dei “mash up”. Tali esecuzioni non vengono rilevate. A tal fine si è pensato di inserire, nei campi relativi al caricamento online delle copie lavoro,una voce che indichi che si tratta di un remix o di un mash up.

Successivamente si è discusso dell’opportunità di ridurre il numero di licenze da 3 a 2 aumentando il costo della licenza per le copie lavoro da 2001 brani a 4000, vista l’esiguità dei Dj che hanno fatto richiesta per la licenza per 4001 brani in su. Tale proposta verrà approfondita tra le associazioni in sede di rinnovo del contratto di licenza (entro il mese di ottobre di quest’anno).

Da parte di Siae vi è stata la proposta di approndire le nuove forme di intrattenimento, nella specie quella del DJ che non mixa con gli strumenti soliti del mestiere, cd, vinili o copie lavoro, ma quella effettuata atttraverso il mix di brani in streaming originanti da youtube o altre piattaforme di musica in streaming. Tale studio servirebbe per disciplinare all’interno della licenza DJ (o per crearne una apposita) per le nuove forme di esecuzione, prevedendo all’uopo anche accordi specifici con Google, Itunes, Spotify, etc.

La riunione si è chiusa alle ore 17.00, con l’impegno di inviare osservazioni sulle necessarie modifiche da apportare al contratto di licenza, ancora nella fase sperimentale.

Un caro saluto.

Deborah De Angelis