articolo dal sito loudvision.it
Il D.J. ribelle e la macchina burocratica Parte I
Quanti sono i nodi del nostro sistema legislativo, forieri di problemi apparentemente invalicabili, ma che poi riescono ad essere risolti con del semplice buon senso?
Questa volta, ad essere coinvolto è il mondo notturno e spesso spregiudicato dei Dee Jay. I prestigiatori delle discoteche hanno subìto, infatti, dall’innovazione digitale della musica, più pregiudizi che benefici.
La legge parla chiaro: è possibile effettuare copie di files musicali esclusivamente per uso privato e non già per scopo di lucro. Quindi, al malcapitato d.j, che proprio attraverso la musica realizza il suo guadagno, non è concesso di duplicare, su un supporto esterno (un hard disk mobile o un semplice CD) gli mp3 che ha invece regolarmente acquistato su internet e salvato sul PC di casa. La masterizzazione su un CD è, infatti, da considerarsi a tutti gli effetti come copia pirata! Con conseguenti retate, sequestri, procedimenti penali, risarcimenti esosi. Ed il rischio è serio: sono previsti fino a tre anni di carcere e multe fino a 15.000 Euro.

