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Risposta del Presidente SIAE e controreplica delle associazioni DJ

By A-DJ,

L’8 novembre scorso, il Presidente di SIAE, Filippo Sugar, ha risposto alla lettera inviata il 3 novembre da A-DJ e dalle altre associazioni.

Clicca nei link per leggere la risposta del Presidente Sugar.

Parte 1

Parte 2

Parte 3

 

Si riporta di seguito la controreplica delle associazioni DJ.

 

 

 

Dott. Filippo SUGAR

                                                                 Presidente SIAE – Roma

e p.c.    Dott. Giovanni PITRUZZELLA

                                                                 Presidente Antitrust – Roma

                                                                   Dott. Angelo Marcello CARDANI

                                                                 Presidente AGCOM – Roma

                                                                 Dott. Paolo MARZANO

                                                                 Presidente Comitato Consultivo Permanente per

                                                                  Il Diritto d’autore – Roma

                                                                 On. Flavia NARDELLI PICCOLI

                                                                 Presidente Comm. Cultura Camera Deputati – Roma

                                                                 On. Dario FRANCESCHINI

                                                                 Ministro Beni e Attività Culturali – Roma

                                                                  Dott. Enzo MAZZA

                                                                  Presidente SCF – Milano


Egregio Presidente,

riscontriamo la Sua comunicazione inviata in data 9 u.s.

E’ nostro dovere precisare le motivazioni che ci hanno costretto ad inviare la lettera aperta a Lei e alle Autorità di Vigilanza in copia, a seguito dei nostri ripetuti appelli a Lei e allo stesso Direttore Generale, al quale, con l’occasione, sollecitiamo l’urgenza di procedere, secondo le Sue indicazioni, ad un nuovo incontro per i chiarimenti indispensabili alla definizione della questione che, con tutta evidenza, è stata soltanto sfiorata nel contenuto della Sua risposta alla nostra missiva.

Ci appare quanto meno strana la sottolineatura rispetto alla Sua mancata presenza nel Comitato Paritetico, quasi a volere prendere le distanze dall’operato dello stesso.

Il Comitato, sin dalla sua costituzione, è composto da rappresentanti della Siae e di ciascuna delle associazioni firmatarie e svolge un ruolo non solo tecnico, ma anche di indirizzo ed ha “…il compito di esaminare, di comune accordo tra le parti, le controversie che dovessero insorgere con i licenziatari, in ordine all’applicazione e alla interpretazione della licenza sperimentale, nonché in ogni caso di specificità non previste dalla licenza stessa”.

I numeri citati dalla S.V., per i quali si prova a ridimensionare il ruolo delle scriventi Associazioni, vanno letti nella loro peculiarità, ricordando che, senza l’accordo del 2008, le oltre 5.000 licenze DJ dichiarate e gestite attualmente dalla SIAE, sicuramente non esisterebbero.

All’epoca, infatti, ci venne rivolto un appello per conoscere la realtà del comparto (i cui numeri e nomi non erano a conoscenza della SIAE) e collaborare al fine di trovare una soluzione all’esecuzione in pubblico di Cd masterizzati privi del contrassegno SIAE.

Da parte nostra, ci fu immediata disponibilità, in quanto l’accordo sperimentale poteva garantire, da una parte, l’osservanza della legge 633/1941; dall’altra, il rispetto della leale concorrenza fra chi utilizzava musica legalmente acquistata da supporti diversi e chi, invece, poteva agevolmente mettersi sul mercato artistico utilizzando musica illegalmente scaricata dalla rete senza possibilità di alcun controllo.

La sottoscrizione dell’accordo con le associazioni e la Siae è stata fonte della nascita del contratto sperimentale di licenza sulle copie lavoro del DJ. La licenza è stata, altresì, l’occasione per inserire nell’ambito del DPCM 23.2.2009, n. 31, avente ad oggetto “Regolamento di disciplina del contrassegno da apporre sui supporti ai sensi dell’articolo 181-bis Legge 633/1941“, l’esclusione dall’obbligo di apposizione del contrassegno SIAE sui supporti e le memorie residenti contenenti copie lavoro (cfr. art. 7 del contratto di licenza copie lavoro).

Quest’ultima situazione è fotografata anche nell’attualità in quanto, nell’assenza totale di controlli di contenuto delle licenze rilasciate, la maggior parte delle musiche attualmente in licenza con alta probabilità contengono file musicali illegalmente scaricati e detenuti.

Per questo motivo, dopo aver più volte cercato di spiegare tale circostanza, durante le riunioni del Comitato Paritetico, avvertendo, in tal modo, la S.V. e la Direzione Generale, riteniamo giunto il momento di una avvertenza pubblica, in quanto, con l’attuale configurazione dello strumento negoziale in questione, sia la SIAE, sia le Associazioni stesse potrebbero avere avallato e garantito, in qualche modo, in questi anni, la più totale illegalitàDifatti, dalla maggior parte dei DJ licenziatari la licenza copie lavoro è vista come uno scudo per l’esecuzione in pubblico di musica illegalmente scaricata.

Abbiamo più volte avvertito i nuovi componenti del comitato paritetico, in rappresentanza della SIAE, con ripetute richieste di controlli ispettivi di contenuto, ma pare che questi non siano possibili.

A parte lo stupore di quanto ci è stato riferito, vorremmo capire a cosa serve uno strumento di controllo se nessuno può operare i controlli.

Abbiamo, altresì, più volte richiesto che ci fossero forniti le regole e i dati relativi alle ripartizioni dei compensi corrisposti per le licenze DJ, sollecitati dai tanti nostri iscritti, nella loro qualità di associati autori SIAE.

Tali dati sono stati pubblicati, per la prima, volta sul sito della SIAE, solo nell’ordinanza di ripartizione 2017.

Infine, riteniamo doveroso sottolineare la superficialità con la quale riscontriamo venga trattato l’argomento licenza copie lavoro, evidenziando una serie di sentenze mai appellate dalla SIAE, secondo le quali il DJ nell’espletamento della sua attività non commette reato se, utilizzando copie masterizzate, dimostra di essere in possesso legittimo degli originali (cfr. link riportati in basso alla presente).

Abbiamo offerto la nostra disponibilità alla revisione di un accordo datato 2008, che oggi non risponde più all’attuale situazione di mercato, che prevede l’utilizzo della musica quasi totalmente digitale, significando, sin da allora, che, l’utilizzo di un file legalmente acquistato e detenuto deve trovare analogia all’acquisto dell’originale su supporto fisico.

Confidiamo che venga dato mandato a trattare ai rappresentanti SIAE, in seno al Comitato Paritetico, se la S.V. non ritiene di dover presenziare, affinché un nuovo accordo sia possibile nel rispetto della normativa, leggendola in tutti i suoi risvolti, senza pregiudizio di superiorità da parte SIAE, nell’interesse di una reciproca tutela delle parti in causa e, soprattutto, nell’interesse della legalità per la quale, le sottoscritte associazioni si sono sempre battute in questi anni.

Nel ringraziarla dell’attenzione, le inviamo distinti saluti.

 

All.: c.s.

La Gazzetta del Mezzogiorno

La Gazzetta del Mezzogiorno

Associazione A-DJ

Presidente Avv. Deborah DE ANGELIS

Roma

 

AssoDeeJay – Associazione Nazionale DeeJay – A I E

Presidente – Mario R. DI GIOIA

Albenga (SV)

 

AID – Associazione Italiana DJ

Valentino Naso

Vetralla (VT)

Lettera aperta a SIAE

By A-DJ,

 

 

 

 

Dott. Filippo SUGAR

Presidente SIAE – Roma

                                                    e p.c.    Dott. Giovanni PETRUZZELLA

Presidente Antitrust – Roma

                                                                        Dott. Angelo Marcello CARDANI

                                                                        Presidente AGCOM – Roma

                                                                        Dott. Paolo MARZANO

                                                                        Presidente Comitato Consultivo Permanente per

                                                                        Il Diritto d’autore – Roma

                                                                        On. Flavia NARDELLI PICCOLI

                                                                        Presidente Comm. Cultura Camera Deputati – Roma

On. Dario FRANCESCHINI

Ministro Beni e Attività Culturali – Roma

Dott. Enzo MAZZA

Presidente SCF – Milano


Egregio Presidente SIAE,

le scriventi Associazioni sono le maggiormente rappresentative della categoria dei DJ in Italia. I DJ sono, a tutti gli effetti, operatori del settore dello spettacolo, che svolgono un importante ruolo professionale per le attività di intrattenimento musicale all’interno dei locali pubblici, discoteche, pub, discobar, ecc.

In passato l’attività veniva svolta prevalentemente con l’utilizzo di supporti fisici per le pubbliche esecuzioni, partendo dai dischi vinili, nastri magnetici preregistrati e in seguito CD, DVD e più recentemente con l’avvento di nuove tecnologie che hanno radicalmente trasformato tale utilizzo, con file musicali digitali.

I file musicali digitali, acquistati dai negozi on line autorizzati alla vendita, sono legalmente detenuti dai DJ ai fini della esecuzione in pubblico. In altri, spesso frequenti casi,  i file musicali sono illegalmente scaricati dalla rete (attraverso i sistemi P2P) e utilizzati, per la pubblica esecuzione, da parte di individui poco inclini al rispetto delle regole del mercato e della legalità.

Le scriventi Associazioni si sono costituite e hanno svolto, in questi ultimi dieci anni, un ruolo di difesa assoluta per la legalità del settore e a protezione di tutti i DJ che svolgono e che intendono svolgere la loro attività legalmente, utilizzando musica originale (sia da supporto fisico, sia da file digitale).  

A tal uopo, il 30 settembre 2008, le Associazioni firmatarie suddette e la SIAE sottoscrivevano il protocollo per l’implementazione della licenza sperimentale DJ On Line, strumento che le Associazioni hanno utilizzato al meglio in questi anni per tutelare gli artisti DJ.

Le associazioni, proprio in ragione della strumentalità dell’implementazione della licenza sperimentale per copie lavoro, sin dal 2008 negoziavano e ottenevano la determinazione di un compenso annuo contenuto (€ 200,00 per un database di 2.000 copie lavoro; importo che, negli anni a seguire, veniva mantenuto fisso, nonostante fosse stata aumentata fino a 2.500 copie lavoro la capienza delle opere inseribili nel database). Tale impianto negoziale comportava, altresì, il riconoscimento, per il DJ, dell’esenzione (prevista dall’art. 7 del Regolamento di disciplina del Contrassegno SIAE), dall’obbligo di apposizione del contrassegno stesso per i supporti di lavoro realizzati dai DJ, qualora questi ultimi fossero stati muniti della specifica autorizzazione fornita dalla SIAE, ossia la licenza DJ On line, sul presupposto che la riproduzione abusiva di copie di registrazioni fonografiche, contenenti opere protette dal diritto d’autore, è punita con le sanzioni penali e amministrative previsti dagli articoli 171, 171-ter e 174-bis della Legge speciale sul diritto d’autore. 

La licenza DJ On Line ha avuto, quindi, un ruolo determinante nella soluzione della problematica sopra esposta, volto a colmare il vuoto legislativo della c.d. copia tecnica del DJ, contribuendo, altresì, al riconoscimento della qualifica professionale alla categoria DJ, ossia di colui che opera nella legalità e che, va da sé, esegue musica regolarmente acquistata o di cui ha il possesso legittimo (poiché ricevuta direttamente, a titolo gratuito, dal titolare del diritto sul supporto: il produttore fonografico).

Trascorsi quasi dieci anni dalla sottoscrizione del primo protocollo della Licenza DJ On Line, le associazioni DJ considerano ormai anacronistica la forzatura operata dell’allora necessaria estensione del concetto di copia fisica alla copia digitale, considerata, altresì, la totale scomparsa dell’utilizzo del supporto CD per la riproduzione di opere musicali volte all’esecuzione pubblica del DJ.

Le associazioni ritengono, altresì, che sia il momento di attribuire alla categoria dei DJ il diritto di riversare i file musicali lecitamente acquisiti su diversi dispositivi utilizzati per l’esecuzione della musica in pubblico.  

Inoltre, le Associazioni scriventi intendono portare avanti l’idea,  tutt’altro che peregrina, del riconoscimento di un diritto connesso in capo alla figura del DJ, in quanto soggetto che ricopre la qualifica di artista esecutore di opere dell’ingegno (in linea con quanto sancito dall’art. 80 LdA). 

In base all’accordo di licenza sottoscritto tra le Associazioni DJ e la SIAE veniva costituito un Comitato Paritetico, al fine di monitorare e risolvere le controversie che sarebbero potute insorgere con i licenziatari in ordine all’applicazione e all’interpretazione della licenza sperimentale, nonché esaminare ogni caso caratterizzato da specificità.  

In data 20.09.17, le associazioni si sono recate in SIAE per la convocazione del Comitato paritetico, manifestando le problematiche sopra esposte che, allo stato, non consentono più di sostenere la validità di un contratto di licenza per l’autorizzazione all’esecuzione in pubblico delle c.d. copie lavoro del DJ.

Preme, tuttavia, sottolineare che il protocollo di accordo tra le associazioni DJ sopra citate e la SIAE è scaduto dallo scorso mese di giugno 2017, ma le stesse hanno comunicato alla società di gestione collettiva la loro disponibilità a continuare a collaborare per garantire la legalità dell’utilizzo della musica eseguita dai DJ in occasione delle loro performance, rendendosi disponibili a nuovi incontri.

E’ bene evidenziare che il suddetto Comitato non ha potuto adempiere in pieno al ruolo previsto nello stesso accordo, per via di una posizione sempre dominante da parte della SIAE  che, nei precedenti 4 o 5 anni non ha più mostrato interesse nella convocazione del Comitato.

A seguito poi delle pressanti richieste delle Associazioni, il Comitato veniva convocato per lo scorso mese di dicembre, dove le Associazioni presentavano le loro richieste di adeguamento e aggiornamento della licenza e accettavano la richiesta da parte della Siae di una proroga di sei mesi del Protocollo (con scadenza giugno 2017).

Non ricevendo alcuna comunicazione da parte di SIAE, le associazioni scrivevano al Presidente dell’ente al fine di sollecitare un riscontro in merito alle proprie richieste.

Il Comitato veniva convocato per il 20 settembre 2017 e, in quell’occasione, le Associazioni manifestavano la loro posizione di attuale distanza nei confronti dello strumento negoziale in esame, alla luce delle considerazioni sopra esposte e condivise per mezzo di un comunicato a firma delle scriventi Associazioni.

Sin dal mese di giugno del 2017, si è venuta pertanto a creare una situazione di assurda confusione, per la quale gli artisti non sono in grado di sapere quale comportamento adottare durante lo svolgimento delle performance artistiche in pubblica esecuzione, alla luce dello sviluppo tecnico e del progresso tecnologico dei sistemi di esecuzione pubblica di musica con strumento meccanico.

A tal fine, si è dimostrata inutile la richiesta alla S.V. e alla Direzione Generale di un incontro chiarificatore, volto a risolvere le problematiche sopra esposte.

Per tali motivi, La invitiamo a procedere con cortese urgenza alla convocazione di un tavolo congiunto tra le Associazioni e la SIAE (garantendo la Sua presenza durante l’incontro prefissato), nonché tutti gli altri destinatari, per conoscenza, della presente comunicazione.

In attesa di un urgente riscontro e certi che si riserverà all’argomento tutta l’attenzione che merita, porgiamo distinti saluti.

 

Associazione A-DJ

Presidente Avv. Deborah DE ANGELIS

Roma

 

AssoDeeJay – Associazione Nazionale DeeJay – A I E

Presidente – Mario R. DI GIOIA

Albenga (SV)

 

AID – Associazione Italiana DJ

Valentino Naso

Vetralla (VT)



“Diritti e doveri nella musica dell’era digitale”; Palazzo della Penna (PG)

By A-DJ,

1226Sabato 25 marzo, nella suggestiva cornice del Palazzo della Penna, a Perugia, si è svolto il convegno nazionale “Diritti e doveri nella musica dell’era digitale”, organizzato da St.Art con il patrocinio del comune di Perugia, di SIAE e di A-DJ.

L’intento era quello di approfondire il tema dei diritti e della responsabilità nell’ambito della musica digitale, in un periodo storico in cui le nuove tecnologie hanno modificato la modalità di creazione, distribuzione e fruizione della musica.

L’apertura del convegno è stata affidata a Deborah De Angelis, avvocato specializzato in diritto d’autore e presidente dell’associazione A-DJ, un punto di riferimento per i disk jockey che necessitano di assistenza e consulenza. L’avvocato, ponendo l’accento sul tema della creatività artistica e della sua tutela, ha evidenziato il ruolo fondamentale della conoscenza della normativa da parte di chi è al centro del processo di creazione di un’opera musicale. Per il musicista la diffusione delle nuove tecnologie ha portato vantaggi e svantaggi; da un lato, ad esempio, la possibilità di diffondere con gran facilità le proprie opere, dall’altro la difficoltà di determinare i compensi realmente dovuti all’artista. De Angelis, citando esperti di caratura internazionale come Lawrence Lessig, ha anche toccato il tema delle licenze Creative Commons, prima di lasciare spazio all’intervento di Maurizio Clemente.

L’agente e produttore discografico ed editoriale ha tessuto una riflessione focalizzata sulla figura del DJ, in particolar modo sui suoi diritti e sui suoi doveri, alla luce del mutamento che questo ruolo ha subito nel corso del tempo. Ad oggi, il DJ può e deve essere considerato una figura professionale a tutti gli effetti, con uno vero e proprio staff che lo assiste e lo coadiuva.

Marco Sanseverino, sul solco di quanto dichiarato da Clemente, ha avuto a cuore di ribadire in più occasioni l’imprescindibilità di una sensibilità e di una preparazione culturale di base. Per questo motivo è nata Recreative12, una scuola di musica elettronica e DJing di cui Sanseverino è fondatore e che si pone un unico e fondamentale imperativo: “imparare facendo”. Vantando docenti con un bagaglio professionale e culturale di tutto rispetto, Recreative12 permette agli alunni di acquisire una competenza teorica e pratica, ciò che, in altri termini, rappresenta la solida base su cui costruirsi un concreto futuro lavorativo. «Da questa scuola non escono professionisti, ma figure che avranno tutti gli strumenti per muoversi nel panorama artistico», ha spiegato Sanseverino rispondendo alle domande del pubblico.

Il convegno si è impreziosito anche dalla presenza di Paolo Agoglia, avvocato nonché responsabile dell’ufficio legislativo SIAE. Si è parlato delle difficoltà che si riscontrano durante la fase di gestazione di una norma che tuteli l’autore, dovute principalmente alla necessità di considerare molteplici elementi extra-giuridici, ovvero a dirsi di carattere socio-economico, storico ed etico. Agoglia si è soffermato sull’importanza di plasmare una legge che distingua accuratamente i diversi livelli su cui si esplica la tutela del diritto d’autore, adottando accuratamente il diverso approccio che ogni livello richiede.

Il punto di vista dei musicisti, invece, ha trovato voce nell’intervento di Alessandro Deledda, presidente della Consulta degli studenti del Conservatorio Morlacchi di Perugia. «Fai dieci anni di conservatorio» ha puntualizzato Deledda «e non conosci le ripartizioni SIAE, non conosci un contratto di licenza, non conosci i diritti di riproduzione meccanica». Ciò che emerge tra i giovani che hanno studiato musica, infatti, è un’ispirazione a livello creativo a cui non segue un’adeguata capacità di sapersi raffrontare con la realtà professionale. D’altro canto, ciò che sembra indispensabile è soprattutto una sensibilizzazione culturale che spinga il musicista stesso – e chi entra professionalmente in contatto con lui –  a considerare l’artista non solo come tale, ma anche come un lavoratore pienamente cosciente dei propri diritti e dei propri doveri.

A chiudere il convegno ci ha pensato l’avvocato Luigi Luccarini, non senza la partecipazione attiva del pubblico, che ha rivolto ai relatori numerose domande sui temi trattati, rendendo la conferenza stimolante e bilaterale. Partendo da “This May Be The Last Time” – un gospel registrato nel 1955 e a cui i Rolling Stones si ispirarono per incidere “The Last Time” (1965, Decca Records) – e arrivando alla band britpop The Verve, Luccarini ha fatto luce sul fenomeno del plagio – differenziandolo debitamente dal covering e dalla parodia. L’interessante analisi ha fatto leva sul difficoltoso equilibrio che concerne la libertà creativa, la tutela dell’opera dell’ingegno e la valorizzazione di una creazione attraverso la sua rielaborazione.

“Diritti e doveri nella musica dell’era digitale” è stato reso possibile, oltre che dagli esperti che sono intervenuti, anche da Angela Giorgi – presidente dell’associazione culturale St.Art – e da Vincenzo Cerquiglini – ideatore dell’evento. Come premessa per un successivo incontro di approfondimento che avrà luogo in settembre, il convegno ha attirato un folto pubblico, sintomo del fatto che il tema è quanto mai attuale e che attorno alla questione della proprietà intellettuale e della musica digitale orbita un pulsante e incoraggiante interesse.