Il Codice del DJ

Cari Associati, con immenso piacere vi informo che l'assemblea del 19 dicembre 2013 ha approvato la prima bozza del Codice Dj.

La professione del DJ, infatti, non è tra quelle che hanno avuto, da parte dell’ordinamento, un riconoscimento espresso. Ciò comporta che, a differenza di altre categorie professionali, non esiste un codice di comportamento per il DJ e tale mancanza porta a far coesistere sotto lo stesso tetto sia il DJ che rispetta le normative previdenziali, fiscali e diritto d’autore, e cioè il DJ professionista, sia il DJ che tali normative non rispetta, alle volte su condizionamento del gestore del locale. Tale situazione causa una concorrenza sleale tra operatori, in quanto il DJ rispettoso delle norme dovrà assolvere ad obblighi che corrispondono ad un costo e, quindi, dovrà richiedere un compenso maggiore rispetto al DJ che, non avendo spese, potrà offrire la propria
prestazione a prezzi molto più bassi.

In armonia con quanto disposto dalla L. 14 gennaio 2013, n. 4 sulle professioni non regolamentate, A-DJ ha deciso di adottare un codice di autoregolamentazione che colmi la lacuna legislativa, prevedendo obblighi
e diritti in capo al DJ che è il professionista al centro della filiera economica del mondo dell’entertainment e del clubbing.

Tale autoregolamentazione aiuterà a dirimere, anche di fronte agli organi istituzionali, la diversità tra il DJ professionista e il DJ c.d. “abusivo”.

Dopo una prima consultazione avvenuta sulla pagina Facebook di A-DJ e dopo l'approfondita discussione durante l'assemblea, è possibile consultare on line la versione attuale del codice.

Seppure la versione è ormai definitiva, aspettiamo i vostri suggerimenti per ulteriori modifiche e miglioramenti. Non esitate a contattarci all'indirizzo info@a-dj.org.

Il Presidente

Avv. Deborah De Angelis

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